Cenni storici

Origine del nome di Nuvolento

Ci sono più ipotesi relativamente all'origine del nome.
La prima fa derivare il nome dal latino "nubilus", a indicare un luogo coperto di nubi.
Una seconda ipotesi suggerisce la derivazione del nome dal latino "novus" o "novellus" ad indicare un territorio nuovo, ottenuto da operazioni di bonifica, avvenute specialmente ad opera del monachesimo, nei secoli V - IX. Una ulteriore ipotesi fa derivare Nuvolento dal nome dato al luogo dai Galli Cenomani nel V e IV secolo a.C. "new-land" che significa letteralmente nuova terra ( e che si può leggere come niù-lent) per indicare un nuovo insediamento come luogo di sosta nel loro viaggio per il rifornimento del legname lungo le colline bresciane.
In documenti del XI secolo, conservati presso l'Archivio Vaticano, il paese è definito come "Nubolento" o anche "Nubulento", mentre in un documento del 1138, riguardante una convenzione stipulata tra il Monastero di S. Pietro e la Pieve di S Stefania, esso è detto "Nuvulento".
In un documento del 1215 il nome cambia in "Nebulentum".
Nella "Carta del Territorio Bresciano" del 1597, a cura di Leone Pallavicino, il nome muta in "Nigoleto" e nelle "Memorie Bresciane" di Ottavio Rossi del 1693 esso diventa infine " Nigolento".

Cenni storici

Come per i paesi vicini, le origini sembrano risalire ai tempi dei Celti e degli Etruschi, anche se maggiori informazioni si hanno al tempo dei Galli Cenomani (V - IV secolo avanti Cristo). A seguito della vittoria ad opera del console romano Cetego del 197 a.C. sui Galli Cenomani, nel luogo dove ora sorge la Pieve, punto d'incontro di strade che mettevano in comunicazione Roma, attraverso la via Emilia, con le Gallie da una parte e con le regioni del Reno in Germania dall'altra, venne costruito un centro di smistamento e di sosta per il cambio dei cavalli dei corrieri romani, con un tempietto dedicato a Marte (dio della guerra). Vi era inoltre un presidio militare (castrum), con un mercato per gli scambi commerciali ed un tribunale con magistrati che sovrintendevano all'amministrazione della giustizia, alla manutenzione delle strade e agli approvvigionamenti annonari. Sul posto sono state ritrovate lapidi, steli, altari e resti di ville che testimoniano l'estensione del villaggio fino a Nuvolera. In tempi successivi, la giurisdizione amministrativa e religiosa è stata esercitata dalla Pieve cristiana, centro politico e commerciale che estenderà la propria influenza su numerosi paesi del territorio, da Gavardo fino a Mazzano, fino al 1500. La Pieve è detta di "Santa Stefania", anche se sembra che questa Santa in realtà non esista. In effetti. Il 2 agosto si ricordava Santo Stefano I° papa, mentre il 3 agosto si ricordava il rinvenimento del corpo di Santo Stefano proto-martire. Queste due feste erano dette, in latino, 'Stephania" (letteralmente le Stefanie ossia le feste dei due Stefani); quindi Santa Stefania indicherebbe in realtà non una Stefania divenuta Santa, ma i due Stefani venerati come Santi. Nonostante l'importanza della Pieve come luogo d'incontro delle vie di comunicazione, il paese si è in realtà sviluppato nel tempo a ridosso delle colline, specialmente in corrispondenza dell' Arsana. dove i monaci Benedettini,nel corso delle loro opere di bonifica dei terreni della pianura, avevano creato un Monastero succursale del monastero principale di Serle. Dopo la metà del XIV secolo, viene meno l'autorità del Monastero di Serle, che passa ai canonici di San Giorgio in Alga di Venezia, i quali all'Arsana, Sum e Castello costruiscono centri di grande attività civile e rurale. Attorno a questo nucleo originario sorse quindi un certo numero di abitazioni, situate a notevole (per l'epoca) distanza dalla Pieve, tanto che successivamente venne costruita una nuova chiesa, più vicina al nuovo centro abitato. Di tale chiesa, detta Santa Maria della Neve, si parla nel resoconto della visita pastorale del 1566, definendola come "plebana" (cioè dipendente dalla Pieve che fungeva da chiesa principale), mentre nel 1580 essa viene assunta al rango di chiesa parrocchiale. Nel 1610 il censimento effettuato dal veneziano Giovanni Da Lezze stabilisce che a Nuvolento vi sono 800 anime. Durante i moti del Risorgimento, il 30 giugno 1849, alcuni patrioti assaltano la caserma austriaca di Nuvolento e qualche giorno dopo assaltano un convoglio militare: essi saranno tutti fucilati a Brescia, sullo spiazzo di S. Chiara. Nel 1906 viene inaugurata la Scuola Materna.